Anni di politiche sbagliate dell’Amministrazione PD e dei suoi alleati a Rivoli hanno minato la rete commerciale del centro storico. Dopo tutti questi anni di amministrazioni di centrosinistra il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’apertura di vari centri commerciali ha causato la morte di tante attività di prossimità, nei quartieri. E’ ora di schierarsi a favore degli esercenti del centro storico, ma anche quelli dei quartieri del territorio, di via Po e raccogliere le loro istanze su temi ricorrenti come la mancanza dei parcheggi e le loro tariffe, la viabilità che consenta un più facile raggiungimento delle zone commerciali, il decoro delle aree commerciali, lotta all’abusivismo e all’accattonaggio, la sicurezza. 

 

Riteniamo possa essere una visione più mirata all’esigenza progettare un’idea di città che unisca il mondo dell’impresa e del commercio con il sistema turistico e culturale che offre la città. Un’idea strategica che unisca il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea attrattore di turismo (depotenziato fino a quando non ritorna ad essere location di mostre con artisti di fama internazionale), il centro storico, i suoi palazzi, le sue chiese attraverso un piano a supporto alle attività commerciali che coinvolga e avvicini i turisti.

 

Ma non solo il Castello, a Rivoli sorgono ville e dimore settecentesche, è una città d’arte e di storia e di residenza sabauda. Le risorse di pregio storiche e culturali (esempio Palazzo Piozzo, Ex Museo della Stampa, Ex Ospedale Vecchio, Il Municipio Vecchio di Piazza Matteotti) dovranno essere valorizzate e riconvertite ad usi destinati a divenire attrattiva per i cittadini e per un pubblico esterno, rappresentando esse stesse uno dei motori del sistema di sviluppo del Commercio.

 

Venaria anch’essa città ospitante una Reggia Sabauda ha saputo ripensare alla sua proposta commerciale a ridosso del Castello generando un’affluenza mai vista nel tempo. 

 

Il territorio può beneficiare del traino delle potenzialità generate dal turismo, dalla fiorente attività culturale e da un commercio messo a sistema se viene anche garantito un comodo flusso di utenti-cittadini mediante un piano dedicato di trasporti, da concertare con l’Agenzia della Mobilità, concentrato sull’asse Stazioni Porta Susa, Porta Nuova-Rivoli, Regge Reali (Venaria, Stupinigi, Racconigi) – Rivoli, Aeroporto – Rivoli. 

 

Altro elemento inderogabile è il completamento del progetto di insediamento alberghiero Villa Melano che può consentire di far soggiornare sul territorio un maggior numero di turisti che altrimenti emigrano verso Torino.

Da considerare, anche che come molti turisti chiedono e auspicano la riapertura della antico ristorante caffetteria nel piazzale del Castello e la romantica e suggestiva coltivazione di una vigna nella collina sotto il Castello sull’esempio di Villa della Regina a Torino, Montmatre a Parigi oltre al recupero funzionale della fontana di piazza Mafalda di Savoia in collaborazione con la Smat e l’apertura al pubblico del Ninfeo.

 

La parte storica di Rivoli con le sue vie collinari che si aprono a suggestivi scorci e panorami e ad edifici storici in area collinare può ambire a ripercorrere luoghi suggestivi come Salisburgo e ospitare festival e cartelloni musicali, di danza, di teatro sia all’aperto che nel Teatro del Castello. 

 

Commercio e Turismo in abbinata rappresenterebbero la base di partenza per far rifiorire la parte alta della città e tutto il centro storico. 

Un piano del Commercio locale per agevolare insediamenti commerciali e per aiutare quelli esistenti. Un piano che dovrà anche essere supportato da un’azione di comunicazione mirata a presentare finalmente il tanto atteso “Centro Commerciale Naturale” che mai è decollato in via Piol per mancanza di progetti e visione strategica.

 

Un centro storico di richiamo per gli abitanti di Torino e per i turisti diventa oltre che un’opportunità di incremento del PIL locale anche un “Salotto” di cui possono godere i cittadini rivolesi.

 

In tutto questo la Risalita Meccanizzata? Nel rispetto e in ottemperanza del Referendum Comunale Consuntivo relativo alla realizzazione o no del manufatto, considerato dalla maggioranza dei cittadini rivolesi un obbrobrio, saranno avviati degli studi di fattibilità, anche con il Politecnico di Torino, con progetti costi e tempi per il ripristino naturale della Collina Morenica.  

 

Urgente diventa anche la necessità di aprire tavoli tecnici per valorizzare i mercati rionali con la possibilità di favorire i produttori locali e incoraggiandoli a commercializzare prodotti “made in Rivoli” a km zero.

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