Lo “sviluppo sostenibile” dovrà essere il principio ispiratore delle future scelte urbanistiche che ci troveremo a dover mettere in atto per la nostra città. Lo sviluppo sostenibile per essere tale deve porre in equilibrio diversi fattori: disponibilità economiche, impegno amministrativo, contesto sociale e tutela ambientale. E nel contempo sollecitare la partecipazione degli operatori del settore, degli imprenditori favorendo il dialogo con l'Amministrazione e con gli uffici comunali.

 

Un’amministrazione attenta e lungimirante deve attivarsi per accedere ai sempre più ridotti fondi disponibili mettendo in atto un’efficace partnership pubblico‐privato al solo scopo di orientare il proprio sviluppo territoriale ed economico all’innovazione, all’efficienza energetica ed alla sostenibilità ambientale e sociale.

 

Il Piano Regolatore vigente risulta essere ormai “datato” essendo stato approvato in forma di revisione generale con delibera della Giunta Regionale nel 2001 e nel corso degli anni ha subito modifiche, volute dalle Giunte di Centro Sinistra per rispondere alle promesse elettorali, con varianti parziali puntuali, che, sicuramente non depongono a favore di chi ha un'idea complessiva di sviluppo della città nel medio/lungo termine.

 

L’attuale Piano Regolatore nella sua complessità fotografa uno sviluppo della città che parte da elementi urbanistici di inizio secolo. L’obiettivo dovrà essere nell’immediato la predisposizione di quello che le amministrazioni precedenti (25 anni di Giunte di Sinistra) non sono state in grado di redigere: un nuovo studio, concertato con i cittadini, per un Nuovo Piano Regolatore innovativo e moderno, che infonda slancio alla nostra Città, alla nostra comunità e alla nostra economia. 

Bisogna avere il coraggio e la coerenza di presentare un Nuovo Piano Regolatore moderno e flessibile che consideri anche la trasformazione della città in conseguenza dell’arrivo della Metropolitana al Centro Bonadies e ragioni sul rilancio del tessuto urbano e residenziale di Cascine Vica. 

 

La visione d’insieme dovrà essere il più possibile orientata al riuso ed alla rigenerazione del tessuto urbano esistente, la cosiddetta ristrutturazione, incentivando le sostituzioni degli edifici degradati, obsoleti o incompatibili con gli ambiti circostanti, con altri, progettati e realizzati con i più moderni concetti di risparmio energetico e basso impatto ambientale. Sempre in relazione a questi principi, si lavorerà, affinchè, anche le Norme di Attuazione al futuro Piano Regolatore ed il Regolamento Edilizio, indirizzino le nuove progettazioni e le ristrutturazioni edilizie importanti, verso i sopra citati concetti. 

A tal proposito, si ragionerà sull'utilizzo più accentuato dei contenuti del Protocollo ITACA, quale strumento di analisi per la valutazione della sostenibilità energetico-ambientale negli interventi per l’edilizia residenziale e non residenziale, quest'ultima, che include gli standard tecnici per gli edifici ricettivi, industriali, direzionali, scolastici, attività ricreative e sportive. 

 

Il nuovo Piano Regolatore sarà proposto, ragionato, discusso con i cittadini e le realtà che operano sul territorio secondo alcuni punti specifici:

attivare procedure perequative che potranno essere fatte sulla base di un dettagliato progetto urbanistico, con lo scopo di favorire le opere ed i servizi pubblici (verde, parcheggi);

avviare procedure per promulgare regole edilizie che prevedono l’applicazione di tecniche progettuali per la riduzione dei consumi energetici, la bioedilizia e l’architettura sostenibile;

porre in essere, finalmente, una giusta e corretta rivalutazione di tutto il Centro Storico e di tutto il territorio fino a Tetti Neirotti e Bruere;

porre le condizioni per avviare una politica di riqualificazione degli immobili pubblici ed aree non utilizzate, ipotizzandone, eventualmente, la loro alienazione qualora non fossero più strategiche o utilizzabili per fini collettivi;

valorizzare il patrimonio naturalistico e ambientale.

La nuova amministrazione focalizzerà anche l’attenzione sulle aree industriali che interessano il territorio rivolese. Una delle azioni che si intendono avviare è quella di dare una vera credibilità allo Sportello Unico per le Imprese, dandogli la funzione di: monitorare lo stato di avanzamento delle richieste delle aziende (sia quelle già insediate che quelle in cerca di un’area), fornire specifica consulenza, verificare la presenza di fondi e finanziamenti a sostegno delle aziende. L’obiettivo è di rendere più europea l’area industriale, dotandola di una viabilità sicura, aree verdi curate, e illuminazione puntuale nei luoghi trascurati, prevedere nuovi servizi al suo interno che ne aumentino la fruibilità e la vivibilità, potenziare il trasporto pubblico per connetterla con la Città di Torino e con quelle limitrofe. Verrà studiato anche il modo di ricollocare edifici industriali o semplici capannoni in disuso verificando l’adesione di Rivoli al progetto “Zona Franca” per incentivare l’insediamento di nuove imprese in aree depresse.

 

Salvaguardia della tradizione del tessuto agricolo rivolese e delle aziende che ci operano.  Sarà favorita la ristrutturazione delle aziende agricole, si lavorerà con le associazioni di categoria e con gli imprenditori agricoli, affinchè si arrivi all'ammodernamento delle aziende ed alla giusta integrazione di nuove funzioni con quelle classiche già svolte, onde rilanciare il settore e consolidarne le importanti tradizioni presenti sul territorio, non in ultimo è volontà di giungere alla creazione di un ecomuseo diffuso tra Bruere e Tetti Neirotti. 

Ricerca degli incentivi per un supporto all’imprenditoria agricola giovanile. Ripensamento dell’annoso tema degli Orti Urbani mai risolto dalle Giunte di Sinistra, coinvolgimento delle associazioni di categoria e dell’Università di Agraria per definire un percorso di esperienza anziani e giovani e messa a disposizione dei prodotti per i ristoranti presenti nel territorio rivolese.

 

Si dovrà provvedere anche alla valutazione del patrimonio immobiliare del Comune. Fatto ciò, si dovrà attentamente valutare per quali immobili sia opportuno ed utile trovare un adeguato utilizzo, e per quali sia invece evidente l’opportunità di alienare in quanto per le loro caratteristiche, dimensioni, collocazione, stato manutentivo, risultano essere antieconomici per forme di recupero totale per finalità pubbliche. Resta comunque inteso che, per gli immobili giudicati alienabili, rimarra aperta la possibilità di mantenere eventuali funzioni pubbliche anche solo parziali. 

 

 l'Amministrazione Comunale presterà la massima attenzione ad iniziative e proposte di privati, aziende, associazioni e portatori di interessi diffusi che si rivelassero compatibili con l'assetto urbanistico della città e che fossero in grado di apportare un miglioramento dei servizi pubblici locali. 

 

L’analisi per la definizione di un nuovo Piano Regolatore dovrà essere preceduta da una serie di verifiche oggettive sull'assetto della Città :

 – determinare in modo assolutamente oggettivo le linee di tendenza sociali ed economiche locali e le loro interrelazioni con le realtà esterne (zona nordovest – regionale);

– mappare lo stato di fatto delle attività presenti sul territorio rivolese quali industria, residenza, servizi, terziario e agricoltura, ed il loro rapporto con l'occupazione delle aree;

– mappare con un accurato inventario le infrastrutture di urbanizzazione primaria quali strade, fognature, acquedotto, rete adduzione gas metano, rete teleriscaldamento, rete elettrica, rete telefonica e rete fibre ottiche; maggiore controllo sui ripristini.

– valutare attentamente lo stato delle infrastrutture di urbanizzazione secondaria quali parcheggi, verde pubblico attrezzato e sportivo, scuole e uffici pubblici;

 – accertare lo stato idrogeologico, morfologico e geologico del territorio comunale, nonché quello delle aree verdi e più in particolare quelle boschive e paesaggistiche.

 

Da tali analisi sarà certamente possibile delineare le linee di tendenza dello sviluppo della Città e, su di esse, innestare la valutazione politica e il confronto con i cittadini, a fronte di uno scenario definito e oggettivo di opportunità e di priorità, tra le linee di tendenza, l'offerta ed i limiti del territorio.

 

Alcune considerazioni primarie possono essere:

 

 – in prima analisi si ipotizza il consolidamento della soglia esistente senza l'aggiunta di ulteriori carichi antropici;

 – la razionalizzazione e l'accorpamento delle aree destinate a servizi pubblici, creando agglomerazioni funzionali di servizi diversi, con particolare riferimento a quelli non ancora realizzati,

 - eliminazione delle aree vincolate a servizi pubblici di dimensioni minime e disperse sul territorio;

 – la possibilità per alcuni servizi pubblici, ad esempio quelli sportivi, di essere realizzati, compatibilmente con le esigenze di programmazione amministrativa, da privati direttamente gestori o semplici proprietari di terreni e immobili;

– una peculiarità sarà il rispetto, nell'ambito della definizione delle varie zone del Piano Regolatore, dell'integrità delle proprietà catastali, ciò nel limite del possibile e compatibilmente con l'estensione della proprietà, al fine di eliminare errori ed assurdità propri dei vecchi Piani Regolatori.

– altrettanto importante è il ricalcolo del fabbisogno di edilizia economica popolare, sovvenzionata e convenzionata, sia in rapporto alle previsioni dei vecchi Piani Regolatori che a quelle del nuovo Piano, con assoluta precedenza al problema degli sfratti e delle famiglie meno abbienti.

- il centro storico deve poter disporre di norme più agevoli e snelle per favorire il recupero e/o ristrutturazione degli immobili in esso presenti.

 

Il confronto sulle linee guida del nuovo piano regolatore, sarà del tipo partecipato e coinvolgerà Giunta Comunale, l'Ufficio Urbanistica/di Piano che farà capo all'Assessorato all'Urbanistica, i tecnici interni all'Amministrazione di altri settori quali Ambiente, Viabilità, Nuove Opere Pubbliche, Manutenzione Fabbricati, Patrimonio, portatori di interessi pubblici e privati e cittadini. 

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Responsabile committente: il candidato -  Andrea Tragaioli L. 515/93