Una nuova visione della città non può prescindere da una revisione del Piano Urbano del Traffico, che le Giunte precedenti non hanno mai attuato, soprattutto in riferimento ai piani attuativi che dallo stesso dovrebbero derivare. 

 

Un Piano di mobilità sostenibile che possa vedere attuate alcune parti tutt’ora irrealizzate per favorire in particolare lo sviluppo del commercio e del turismo e che venga studiato secondo le linee guida del Nuovo Piano Regolatore.

 

In attesa del nuovo Piano della Mobilità verranno prese misure immediate per risolvere la congestione del traffico in Corso Susa che oramai non è soltanto nelle ore di punta o nei week end.

 

Da Corso Torino fino alla rotonda di via Alpignano sono aumentati del 20% i livelli di smog e in base a questo dato un’amministrazione responsabile deve intervenire.

 

Altra questione che mina la pazienza degli automobilisti rivolesi è la viabilità dalla rotonda del Mercatò all’innesto in corso Primo Levi/corso Einaudi.  Diventa prioritaria la ricerca di una risoluzione integrata fra l'assetto viabilistico principale e quello secondario delle vie limitrofe, spazi di parcamento regolamentati e valutazioni sul possibile raddoppio del Corso Primo Levi, quale asse di scorrimento che porta all'ospedale. 

 

Il nuovo Piano della Mobilità dovrà studiare delle ipotesi alternative all’attraversamento del centro storico, con l'intento di valorizzare quest'ambito e le attività commerciali insediate, rendendolo fruibile e vivibile per i residenti e per coloro che vogliono frequentarlo in sicurezza. 

 

L’amministrazione comunale dovrà aprire un tavolo di concertazione anche con la GTT per arrivare ad eliminare gli autobus obsoleti che attraversano Rivoli e introdurre navette elettriche. Definire una linea veloce Capolinea di Corso Francia-Bonadies in prospettiva dell’arrivo della Metropolitana.

Chiedere con forza la costruzione di una pensilina sul Corso Francia in attesa di capire come realizzare un capolinea degno di una città metropolitana. 

 

Necessaria la sostituzione nella Zona Blu dei parcometri da prevedere di nuova generazione con tutti i sistemi possibili di pagamento sia con carte di credito che con App dedicate, rimodulazione delle tariffe con estensione della franchigia oraria.

 

Il parcheggio Ex Elcat vicino al nuovo Comune rappresenta un'altra delle innumerevoli opere inutili progettate dalle Giunte di Sinistra. Ogni anno produce un considerevole disavanzo economico dovuto al suo scarso utilizzo, verranno messe allo studio delle migliorie rispetto alla sua fruibilità e accesso con ipotesi di collegamento di navette elettriche dal parcheggio al centro della città.

 

Noi siamo favorevoli alla riduzione del traffico cittadino e quindi dell’inquinamento, pertanto favoriamo ipotesi alternative di mobilità favorendo la progettazione di percorsi ciclabili da e verso il centro città.

 

Sviluppo del bike e car sharing, pretendere con Car2Go e Enjoy di estendere la fascia di utilizzo fino a Rivoli.

 

L'autovelox che attualmente è ubicato sul corso Francia nei pressi del Municipio, (installato dalla precedente Giunta solo per fare cassa colpendo in particolar modo gli automobilisti che viaggiavano poco più dei 50 km orari) sarà eliminato.

 

Secondo il piano di Sicurezza della viabilità sono al vaglio ipotesi di installazione di T-RED per la salvaguardia dei pedoni, come nel caso sul corso Francia all'incrocio tra via Tagliamento e via Stura per rilevare il passaggio degli autoveicoli con il semaforo rosso. 

 

Studi effettuati hanno dimostrato che il Casello di Bruere incide sul traffico di Corso Francia, corso Susa e Corso Torino dal 18% al 22% con una prospettiva di crescita dovuto anche alle tariffe applicate. E’ comunque sotto gli occhi di tutti il problema di viabilità sull’asse Corso Torino, Corso Francia che è già elevato, fonti Arpa rilevano che il 10% del valore di inquinamento in quella zona è causato da code frequenti: Il casello di Bruere per la salute dei cittadini rivolesi va eliminato.

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Responsabile committente: il candidato -  Andrea Tragaioli L. 515/93